Napoletango
Drammaturgia e regia Giancarlo Sepe / produzione Teatro Eliseo / in coproduzione con Napoli Teatro Festival Italia / paese Italia / lingua italiano
18, 19 giugno / Teatro di San Carlo / ore 22 / durata 2 h circa
Tango, il pensiero triste che si balla. Napoletango, « il trionfo della vita sull’accademismo borghese, del sangue versato per amore contro la prudenza e l’intimità». Il nuovo spettacolo di Giancarlo Sepe racconta la storia di una famiglia del sud al ritmo della musica di Gardel, Santaolalla, Piazzolla. Un inno alla vita che con venti attori, ballerini, cantanti, suonatori invaderà il teatro… e anche il web, perché Sepe ha voluto che le audizioni e il successivo laboratorio fossero visibili in rete.
Napoletango è il titolo del nuovo spettacolo di Giancarlo Sepe, in cui la storia di una famiglia napoletana, gli Incoronato, si dipana al ritmo delle musiche di Gardel, Santaolalla, Pugliese, Piazzolla… Gli Incoronato fanno del tango il loro circo e, danzando, raccontano anche la storia italiana, dalla guerra agli anni del boom.
Cosa accomuna una famiglia napoletana con il tango?
Giancarlo Sepe: Una delle sue componenti originarie è proprio il ceppo napoletano. Sono stati gli emigranti del Vesuvio, con gli argentini e gli uruguaiani, a dar vita a quei ghetti di emarginati che per la prima volta hanno così potuto esprimersi liberamente. In questo modo gli immigrati nutrirono la danza con i loro umori, le loro tradizioni, creando quel mix affascinante che è il tango. Non a caso molti compositori, dai primi del Novecento agli anni Trenta e Quaranta, sono figli di italiani: Aníbal Troilo, Juan D’Arienzo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro…
Il bando di concorso per scegliere gli attori è molto dettagliato. Perché?
Devono essere anche musicisti, ballerini, acrobati, funamboli. Cerco artisti versatili… e con una “napoletanità” d’epoca, dal carattere antico, più o meno tra i primi del Novecento e gli anni Sessanta-Settanta; anche fisicamente ho un’idea ben precisa dei volti che cerco, adatti alla storia, coerenti.
Ha chiesto anche che le audizioni e il successivo laboratorio fossero visibili in rete…
Napoletango deve essere uno spettacolo aperto fin dalla sua nascita, perché parla di un microcosmo che si racconta attraverso la danza, e questo sentimento della comunità deve vivere con l’allestimento, creando un rapporto diretto con il pubblico.
Ascensione e Pentecoste: tra tradizioni popolari e religiose
A Solarolo e Castel Bolognese due coinvolgenti eventi
In Romagna le feste e le sagre di origine religiosa – diventate negli anni veri eventi d’intrattenimento popolare, rimanendo fedeli alle proprie vocazioni originarie – hanno sempre ricoperto un ruolo importante di aggregazione e di cultura, tramandate dai padri ai figli. Alcune di queste feste possono vantare moltissime edizioni, addirittura centenarie, che nei decenni hanno perpetuato le antiche tradizioni.
E’ questo il caso della Festa dell’Ascensione di Solarolo e della Sagra di Pentecoste di Castel Bolognese, due comuni distanti fra loro solo pochi chilometri, siti in provincia di Ravenna, nell’area di pianura del comprensorio turistico delle “Terre di Faenza”, in cui lo spirito campanilistico e di competizione messo in atto nella realizzazione dei due eventi, che prendono vita a strettissima distanza di tempo l’uno dall’altro, è da sempre un volano di qualità per gli eventi stessi e per tutto il territorio.
La Festa dell’Ascensione di Solarolo è in programma dal 13 al 17 maggio. La festa nasce nel 1730, in occasione del trasferimento della targa ceramica devozionale della Beata Vergine della Salute dalla originaria celletta alla Collegiata del Paese. Forse volutamente, questo trasloco fu fatto coincidere con la pratica delle Rogazioni minori, cioè i tre giorni precedenti l’Ascensione, e da allora la data non subì mai variazioni, a parte il prolungamento dei festeggiamenti. La festa, istituita per volere della Confraternita dell’annunziata o dell’Ospitale, si trasformò ben presto in sagra paesana, anche se risale al 1780 la prima testimonianza in merito.
Il programma della festa prevede appuntamenti musicali, concerti delle bande di Solarolo, Paganica (L’Aquila) e Rimini, spettacoli, animazioni per le vie del paese, mostre fotografiche e di pittura. Saranno presenti anche òe delegazioni dei Comuni gemellati con Solarolo: Kirchheim am Ries (Germania) e Rhemes Notre Same (Valle d’Aosta) che porteranno in Romagna i loro prodotti tipici ed enogastronomici.
La Sagra di Pentecoste di Castel Bolognese è giunta alla sua 379° edizione ed è una delle sagre più antiche d’Italia. In questo 2010 si svolgerà dal 20 al 24 maggio. Affonda le proprie radici nella miracolosa preservazione della città dalla peste che infuriava in Romagna nel 1631. Il popolo Castellano ritenne che tale protezione fosse una speciale grazia della Madonna della Concezione e decise di ringraziarla in perpetuo.
Il programma di quest’anno prevede una serie di appuntamenti d’intrattenimento: la sfilata dei carri, spettacoli folcloristici, mercatino dell’antiquariato, concerti (fra i quali quello di Enrico Ruggeri, in programma l’ultimo giorno della festa).
Info Festa dell’Ascensione: Pro Loco di Solarolo tel. 335 6511592 www.terredifaenza.it
Info Sagra di Pentecoste: Pro Loco di Castel Bolognese tel. 334.2512618 www.terredifaenza.it
